Abuja (Agenzia Fides) - “Abbiamo a che fare con un gruppo di criminali che pensano che la Chiesa sia un nemico, perché ai loro occhi incarna la cultura occidentale. Non penso però che questa sia la visione della maggioranza dei musulmani della Nigeria. Chi assalta i luoghi di culto cristiani è una banda di criminali che ha perso ogni forma di orientamento. Non si sa più nemmeno che cosa vogliano ottenere con questa violenza” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando gli attacchi contro luoghi di culto cristiano a Jos (dove un terrorista suicida si è fatto saltare in aria nella Christ Chosen Church) e a Biu (dove un commando ha aperto il fuoco contro i fedeli che partecipavano ad una funzione), avvenuti ieri, domenica 10 giugno. Mons. Kaigama precisa di trovarsi a Calabar, da dove sta tornando a Jos, e di non avere informazioni dirette sugli ultimi avvenimenti, anche se si tiene in costante contatto con i suoi collaboratori diocesani. Secondo notizie di stampa, nei due attacchi sono morte almeno 4 persone.
I due attacchi sono stati rivendicati dalla setta islamica Boko Haram. Secondo il Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria il fatto che “questo gruppo di criminali si richiami all’islam non significa che tutti gli islamici nigeriani condividano le loro azioni. Non sono d’accordo con coloro che parlano di pulizia etnica o religiosa. Esistono pure dei gruppi cristiani che tendono ad esagerare la situazione con l’aiuto dei media che presentano un’immagine distorta di quello che sta succedendo. Alcuni cristiani si lamentano di non riuscire a pratica il culto. Per quanto riguarda la mia arcidiocesi, posso assicurare che a Jos esiste una forte comunità cattolica che non subisce impedimenti nel celebrare liberamente gli incontri di preghiera e svolgere i propri doveri religiosi.
Occorre quindi prudenza nel riportare i fatti, perché si rischia di seminare ulteriore panico e confusione” avverte Mons. Kaigama. (L.M.) (Agenzia Fides 11/6/2012)
Gruppo Missionario della Comunità Pastorale San Giulio-San Bernardo di Castellanza
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lunedì 11 giugno 2012
giovedì 7 giugno 2012
AFRICA/NIGERIA - I Vescovi sconvolti per la "domenica nera" della Nigeria
Abuja (Agenzia Fides) - "Siamo sconvolti e scioccati dalle due tragedie che hanno colpito la Nigeria ieri, il disastro aereo di Lagos che ha provocato la morte di 153 persone, e l'attacco contro una chiesa cristiana a Bauci" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos a Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, che ha appena concluso un incontro con i Vescovi radunati ad Abuja. "Mi trovo nella capitale federale, Abuja, per il pellegrinaggio nazionale di preghiera (National Catholic Prayer Pilgrimage). Abbiamo invitato i cattolici della Nigeria, dai Vescovi ai singoli fedeli, a radunarsi ad Abuja per pregare per il nostro Paese. In particolare chiediamo l'aiuto del Signore per contrastare gli incessanti attacchi terroristici con bombe, omicidi, rapine a mano armata, commessi contro la nazione intera".
"Il momento di preghiera che si è tenuto il 2 giugno ha avuto una partecipazione straordinaria, i fedeli hanno pregato con forte intensità" dice Mons. Kaigama. "Dopo la preghiera, i Vescovi si sono incontrati con il Presidente Goodluck Jonathan, per discutere i problemi della sicurezza del Paese e degli attacchi contro le chiese cristiane, specialmente nel nord. L'incontro è stato molto fruttuoso" conclude Mons. Kaigama.
Ieri, domenica 3 giugno, un aereo di linea che collega Abuja alla capitale economica Lagos, si è schiantato su un quartiere popolare di questa ultima città. Nella sua caduta, l'aereo, con a bordo 147 passeggeri e sei membri dell'equipaggio, ha colpito un edificio di due piani ed è slittato lungo un terreno sul quale si trovavano una chiesa e una piccola tipografia. Sempre ieri, a Bauchi, nel nord della Nigeria, un'autobomba è esplosa nei pressi di una chiesa pentecostale causando la morte di 15 persone. (L.M.) (Agenzia Fides 4/6/2012)
"Il momento di preghiera che si è tenuto il 2 giugno ha avuto una partecipazione straordinaria, i fedeli hanno pregato con forte intensità" dice Mons. Kaigama. "Dopo la preghiera, i Vescovi si sono incontrati con il Presidente Goodluck Jonathan, per discutere i problemi della sicurezza del Paese e degli attacchi contro le chiese cristiane, specialmente nel nord. L'incontro è stato molto fruttuoso" conclude Mons. Kaigama.
Ieri, domenica 3 giugno, un aereo di linea che collega Abuja alla capitale economica Lagos, si è schiantato su un quartiere popolare di questa ultima città. Nella sua caduta, l'aereo, con a bordo 147 passeggeri e sei membri dell'equipaggio, ha colpito un edificio di due piani ed è slittato lungo un terreno sul quale si trovavano una chiesa e una piccola tipografia. Sempre ieri, a Bauchi, nel nord della Nigeria, un'autobomba è esplosa nei pressi di una chiesa pentecostale causando la morte di 15 persone. (L.M.) (Agenzia Fides 4/6/2012)
venerdì 18 maggio 2012
FERMARE IL MASSACRO! Firma l'appello per i popoli dei Monti Nuba
Amani rilancia l’appello di Nigrizia per il popolo Nuba
Il Kordofan Meridionale (Sudan) è stato teatro di ripetute tragedie. I nuba hanno subito aggressioni ambientali, economiche, culturali. Oggi Khartoum sta di nuovo bombardando quelle terre. Nel silenzio del mondo. Serve la reazione di tutti per evitare un genocidio.
Ecco l’appello, a cui si può aderire inviando un’email a forum@nigrizia.it
LA GUERRA E’ TORNATA DAI NUBA E NOI VOGLIAMO TORNARE AD AIUTARLI
Il Kordofan Meridionale in Sudan, è ancora una volta abbandonato a se stesso. Solo in mezzo ad una guerra. La regione costituita dal territorio dei Monti Nuba si trova al confine con il nuovo stato autonomo del Sud Sudan.
Si fa presto a fare confusione con tutti questi nomi legati ad una geografia spesso poco conosciuta.
Ma al di là delle indicazioni, nel mezzo di questo caos si trova il popolo dei Nuba, poco meno di due milioni di persone strette tra due conflitti, quello tra il vecchio stato e il nuovo per il controllo delle risorse energetiche e quello che Khartoum muove verso i Nuba perché hanno appoggiato l’indipendenza del Sud Sudan, senza però entrare a farne parte.
FAI CIRCOLARE QUESTO APPELLO. CONTRIBUISCI ANCHE TU
Causale: EMERGENZA NUBA
IBAN IT 76 l 050 180 1600 0000 0013 8000
Banca Popolare Etica – Intestato ad Amani Ong Onlus
IBAN IT 76 l 050 180 1600 0000 0013 8000
Banca Popolare Etica – Intestato ad Amani Ong Onlus
AFRICA/ SUDAN - Continuano i bombardamenti sui civili dei Monti Nuba
Khartoum(Agenzia Fides) - L'aviazione sudanese continua ad accanirsi con bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile dei Monti Nuba. Lo afferma una fonte locale che ha inviato via e-mail una testimonianza al "Sudan Catholic Radio Network": gli Antonov (aerei da trasporto trasformati in bombardieri improvvisati) di Khartoum sorvolano incessantemente le aree civili seminando il panico tra la popolazione, specialmente di notte. A causa dei bombardamenti un gran numero di civili, soprattutto donne e bambini, sono morti ed altri hanno riportato ferite molto gravi. Secondo la fonte della rete cattolica, nei bombardamenti sono state utilizzate pure bombe incendiarie e chimiche. Alle perdite di vite umane si aggiungono la distruzione delle abitazioni e la scomparsa del bestiame, ucciso dalle bombe oppure razziato da nomadi di origine araba. La mancanza di cibo e di acqua potabile sta creando una grave emergenza umanitaria nell'area, il cui accesso è proibito alle organizzazioni umanitarie. Chi può cerca rifugio nel confinante Sud Sudan.
I Monti Nuba rientrano nel territorio del Sud Kordofan, stato del Sudan, nel quale da mesi si affrontano le truppe di Khartoum e quelle dell'SPLA-N (Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese-Nord), un gruppo affiliato all'SPLA originario (l'ex movimento di guerriglia che è divenuto il partito al governo nel Sud Sudan). La guerra nel Sud Kordofan si aggiunge alle forti tensioni tra Khartoum e Juba per la definizione dei confini e la spartizione dei proventi del petrolio estratto in Sud Sudan ma esportato attraverso i porti controllati dal Sudan. (L.M.) (Agenzia Fides 18/5/2012)
I Monti Nuba rientrano nel territorio del Sud Kordofan, stato del Sudan, nel quale da mesi si affrontano le truppe di Khartoum e quelle dell'SPLA-N (Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese-Nord), un gruppo affiliato all'SPLA originario (l'ex movimento di guerriglia che è divenuto il partito al governo nel Sud Sudan). La guerra nel Sud Kordofan si aggiunge alle forti tensioni tra Khartoum e Juba per la definizione dei confini e la spartizione dei proventi del petrolio estratto in Sud Sudan ma esportato attraverso i porti controllati dal Sudan. (L.M.) (Agenzia Fides 18/5/2012)
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